Il mare non ha paese nemmeno lui

2012
Palermo Museo d’Arte Contemporanea Palazzo Belmonte Riso
Installazione di Realtà Aumentata

il lavoro è visibile grazie all’app il mare non ha paese … disponibile sull’App Store, dopo averla scaricata basta puntare il proprio iPhone sul portone d’ingresso al museo e la scritta apparirà grazie alla tecnologia della Realtà Aumentata.

Il museo RISO e il suo recente percorso istituzionale sono per la città di Palermo un grande contenitore di significato, simbolo di contraddizioni che investono su diversi piani le complessità urbane e quelle legate al mondo dell’arte. Talvolta questi si fondono rendendosi indistinguibili.
Il nostro intervento vuole agire in questo spazio di connessioni tra riconoscimento pubblico e intimità sociale, tra significante e ricerca al suo interno di un significato, tra ruolo civico e di affermazione culturale del Museo che coinvolge l’artista nella sua definizione d’identità.
Le opere d’arte  per lo spazio pubblico sono in grado di dare profondità alle percezioni civiche della società e rafforzare il legame tra la gente e i luoghi. Esse chiariscono quel limite dell’esperienza nella città che si gioca  tra l’oggettivo valore spaziale e funzionale degli edifici o delle piazze e l’intimo (anche in senso collettivo) valore simbolico che queste rappresentano.
Se l’arte è in grado di amplificare le tensioni simboliche che gli spazi pubblici contengono, allora il messaggio è condiviso, trasversale, diventando proprietà collettiva e valore proprio degli abitanti.
Il principio di condivisione appartiene al nostro tempo in modo particolare perché nello spazio virtuale che creano le nuove tecnologie si ampliano gli spazi pubblici e le possibilità d’intervento ed espressione.
La realtà aumentata, che si sovrappone come un velo alla realtà “reale”, permette di aggiungere agli spazi pubblici dei contenuti che nella loro decisa evanescenza, diventano metafora dell’intimità sociale e dei significati simbolici nascosti nelle città.

The work can be seen thanks to the app: Il mare non ha paese … available on the App Store, after downloading it you just have to point your Iphone to the front door of the museum and the words will come out thanks to the technology of the Augmented Reality.
The Museum RISO and its recent institutional journey/route are for the city of Palermo a container full of meaning, a symbol of contradictions that invests on different levels, the urban complexities and the ones related to the art world.
Sometimes these complexities melt becoming indistinguishable.
With our project we want to take action in this area where the connections between public recognition and social intimacy are strong, as much as the ones between the signifier and the search for its meaning; the civic role and the Museum’s cultural affirmation when it involves the artist in his own definition of identity.
Artistic works can give richness to the civic perceptions of the society and strengthen the bond between people and places. They clarify the limit there is in the experience of a city that can be seen between the objective value of the spatial and functional buildings or in the squares and the intimate (also collectively ) symbolic value that these represent.
If art is capable of amplifying the symbolic tensions that public spaces contain than the message is shared, transversal. It becomes collectively owned, part of the values of the population.
The principle of condivision belongs to our times especially because in the virtual space that new technologies create the public spaces expand as much as the possibilities of expression and action.
The extended reality that overlaps, like a veil, the “real” reality permits to add to public spaces contents that in their resolution in evanescence become metaphor for the social intimacy and for the symbolic meanings hidden in the society.